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giovedì 14 febbraio 2013

La ricetta di Paullina per San Valentino








Per l'occasione Paullina ha scritto la ricetta delle fragole e banane ricoperte di cioccolata (che buoneeeeeee!!!) e anche un paio di consigli d’ospitalità.







Messaggio di Paullina su FB, 1 febbraio: 
«Evviva! Children of Liberty è su Sutter Home Wines. Guardate la mia ricetta!»

Appena saputo della notizia su FB, subito al blog è venuta l'idea di fare un post proprio per San Valentino! Fragole e cioccolato sono perfette per questo giorno speciale.
Ringrazio Jomax per la traduzione ! ^_^


Consigli di cucina
In Children of Liberty, una storia d'amore tra un'immigrata siciliana e il figlio dell'alta società di un mercante benestante di Boston all'inizio del ventesimo secolo, le banane vengono scoperte dagli abitanti di Boston.
Il commercio si è aperto con L'America Centrale, e subito, grazie agli sforzi della UnitedFruit Company, queste delizie esotico-tropicali hanno lentamente cominciato ad aprirsi la strada attraverso le case di Beacon Hill. All'inizio i cuochi erano riluttanti.
Qualsiasi novità era rifiutata. Ma in pochissimo tempo, le banane divennero di gran moda.
Erano usate su farina d'avena e granturco, sui pancakes e sul gelato, nelle macedonie e nei succhi di frutta, erano fritte nel burro e cotte flambé nel liquore.
Ma meglio di tutto, venivano coperte di cioccolato. E in estate nelle grandi tenute di Boston, le banane insieme alle fragole che crescevano abbondanti nei campi del New England, erano servite come delizioso dessert estivo.
Così, per un luminoso ritrovo estivo nel vostro giardino quando la brezza è calda e i lillà sono troppo maturi, non ne avrete mai abbastanza di fragole e banane coperte di cioccolato.


La ricetta: Fragole e banane ricoperte di cioccolato
Ingredienti:
20 grandi fragole fresche intere, pulite di steli e foglie;
6 banane pelate e tagliate in tre parti;
Mezzo chilo (1 lb) di gocce di cioccolato, o semi – dolce o al latte o una combinazione dei due;
150 grammi (10 TBS) di burro salato, tagliato a fette;
60 ml (3-4 TBS) di liquore al cioccolato Godiva (opzionale).

Procedimento:
A bagnomaria, sciogliete il cioccolato a fuoco medio – alto finché non è completamente sciolto, quindi abbassate a medio – basso e aggiungete il burro a 13 grammi alla volta (a TBS or twoat a time), continuate a mescolare fino a quando non è completamente incorporato.
La salsa deve essere lucida, liscia e la consistenza della pastella densa. Se è troppo densa, aggiungete altro burro.
Se lo usate aggiungete il liquore, mescolate, abbassate la fiamma più possibile e usando uno spiedino immergete le fragole una ad una dentro la salsa di cioccolato e lasciatele su una teglia coperta da un foglio.
Ripetete il procedimento con le banane. Mettete in frigorifero per trenta minuti.
Raddoppiate la ricetta se lo desiderate. 
Non importa quante ne farete, non saranno mai abbastanza!!

Vino d’accompagnamento
Sutter Home Moscato frizzante. Da provare con la ricetta del libro del mese!
Cosa si ottiene quando si incrociano un vino frizzante con la dolcezza sensuale del Moscato? Sutter Home Moscato Frizzante! Sontuosi aromi di petali di rosa e frutti di lichee sono spinti da piccole bolle che scoppiano sul palato, rilasciando i sapori succosi di pesce bianche e cremose e maturi meloni succosi. Con un brillante e rinfrescante finale, il frizzante è versatile e facile da gustare - yummy, in effetti!! e si accompagna magnificamente con dessert alla frutta, formaggi leggeri e grandi o piccole celebrazioni.
Raffreddate una bottiglia e date un po' di brio a un picnic o a un brunch (O a San Valentino, tanto per stare in tema, nd. Jomax).

Che ne dite?????? State tutte correndo in cucina per preparare questa ricetta???? !!!! ^_^ ^_^

Per leggere il post in lingua originale: cliccate qui

martedì 10 maggio 2011

TATIANA'S TABLE: le ricette del libro

Perché non cuciniamo anche noi come Tatiana?
Ci avete mai provato?
Chi non ha pensato almeno una volta di cucinare un piatto tipico russo? 
Chi non ha avuto almeno l'idea di cimentarsi in cucina?

Alle volte quando sono ai fornelli, anche se non cucino piatti tipici russi, mi sento un pochino come la nostra Tatiana. E' più forte di me: lei c'è in ogni gesto, in ogni attimo, vive nel mio cuore...e molte cose mi ricordano di lei e del suo amore per Alexander.

Il cibo e la fame sono degli elementi fondamentali e presenti in tutto il cavaliere d'inverno, e non potrebbe essere altrimenti visto che il libro è ambientato durante la guerra e durante l'assedio di Leningrado.

Ho sempre pensato che Tatiana dimostrasse il suo amore attraverso il cibo, lo preparava e lo serviva alla sua famiglia, ma questi gesti acquisiscono importanza quando comincia a farlo per l'uomo che ama: Shura.

Una frase che mi fa sempre un grande effetto è:
- Per Tatiana “L’amore è… quando lui ha fame e tu lo nutri. L’amore è sapere quando ha fame”.  -
Un libro che vorrei vedere pubblicato in Italia è TATIANA'S TABLE, ve lo ricordate?




  
 
 
 
 
 
In Italia non si sa ancora se verà pubblicato, però intanto quali sono le NOVITA'?
 

mercoledì 1 aprile 2009

RICETTE RUSSE: il pasticcio di cavolo!

Siamo tutti in attesa che Tatiana's table venga tradotto in italiano e poi pubblicato!
Per ora non ci sono notizie di una probabile uscita..ma noi siamo ormai abituati ad aspettare e soprattuto a sperare che un piccolo miracolo accada!

So che a molti lettori del blog interesserebbe sapere qualcosa di più della
tradizionale cucina russa, per magari provare a cimentarsi un po' in qualche ricetta.. e perché no sentirsi un po' come Tania quando preparava con amore qualche prelibatezza per il suo Shura.

Ho deciso così di iniziare una RUBRICA DI CUCINA che conterrà molte delle ricette russe più interessanti!

Ma prima di iniziare vorrei farvi un regalo: l'incipit in italiano di Tatiana's Table tradotto per il blog da Dark, così tutti noi possiamo farci una piccola idea di cosa parla il libro!

"Tatiana faceva i tortini di cavolo mentre i bambini stavano accalcati attorno alla pentola. Divenne difficile mescolare il tutto. Aveva appena finito di friggere le cipolle e stava adesso tritando i cavoli. "Un po di spazio?" chiese. Ma stavano ancora accalcati . In modo particolare la bambina. "Voglio cucinare anch'io mamma. ho bisogno di vedere". I ragazzi torturavano implacabilmente la loro giovane sorella. "Vuoi cucinare?" disse Harry, sempre combinando guai. "rompi qualsiasi cosa tocchi, mi dispiace per chiunque mangi quello che cucini". La bambina lo colpì, Harry le diede uno schiaffo sulla schiena e lei si mise a strillare. Tatiana dovette intervenire riluttante. "Non fatemi chiamare vostro padre" disse. Questa era una minaccia standard ma oggi sarebbe stata una bugia, specialmente dal momento che il padre non era in casa, non era neanche in città, ma era l'unica ragione per la quale Tatiana riuscisse a cucinare cavoli-dall'ultima volta che lui non ne mangiò. Finalmente scesero giù - il che significa che le diedero un centimetro di spazio in più per il gomito. Tatiana stava mescolando i cavoli. In un tegame separato, soffriggeva il tritato di manzo. Janie affermò che non le piacevano i cavoli. I ragazzi dissero di amarli. Tatiana diede loro uno sguardo e scosse la testa...."

...cosa dire
grazie Dark! secondo me questo libro ci svelerà molte cose che sono state lasciate sospese nel Giardino d'estate, e già da queste poche righe già si riconoscono i tratti fondamentali dei nostri amati protagonisti!

ok ci siamo! iniziamo con la prima ricetta:

IL PASTICCIO DI CAVOLO:

Questa è una delle più tipiche e tradizionali ricette della cucina moscovita.
Per la sua ricchezza di ingredienti (e calorie) può essere considerata un piatto unico.

Ingredienti:
400g di cavolo bianco,
una cipolla,

60g di burro,
una tazza di brodo di carne,
2 cucchiai di aceto bianco,
50g di farina,
200g di lombo di maiale,
100g di polpa di vitello,
100g di polpa di manzo,

4 cucchiaio di olio,
4 cetriolini sotto aceto,
un pugno di olive verdi snocciolate,
un paio di cucchiai di funghetti sotto olio,
sale e
pepe.

Preparazione: dopo aver rosolato le carni in un tegame con i 4 cucchiai d’olio e 30g di burro, lasciate cuocere per circa un’ora e mezza, bagnando di tanto in tanto col brodo;
intanto lavate la verza, tagliatela a listarelle, cuocetela per pochi minuti in acqua bollente e poi rosolatela per un quarto d’ora in un altro tegame con il burro rimasto e la cipolla, bagnando con qualche cucchiaio di brodo e aceto;
quando le carni saranno cotte, affettatele a fettine sottili; in una pirofila imburrata, ponete uno strato di verza e uno di fettine di carne, continuando così fino ad esaurire gli ingredienti; cospargete la superficie del pasticcio con i cetriolini, i funghetti e le olive; infornate per 10 minuti a 180 gradi.
Servite ben caldo nella medesima pirofila.

Che dire provate e poi ditemi com'è!! ...io confesso sono una piccola frana in cucina!! :)

lunedì 30 giugno 2008

Crème Brulée

Ripercorriamo l'incontro di TANIA E SHURA raccontato nel primo libro per capire
l'origine del mio nome:


"La fermata dell'autobus era sul marciapiede opposto, dalla parte del parco Tauride.
Di solito prendeva il 136 per andare a casa della sua cugina Marina,
dall'altra parte della città. Quel giorno sarebbe salita sul 22 per scendere ai magazzini Eliseev. Doveva sbrigarsi. Dalle parole di quelle donne si poteva intuire che presto sarebbe finito anche il caviale.
Proprio davanti a lei c'era un chiosco di gelati. Gelati! Improvvisamente quel giorno le apparve carico di promesse.
Al chiosco vide un uomo che leggeva il giornale seduto su un minuscolo sgabello.
Un ombrellino lo riparava dal sole.
Affrettò il passo.
Sentì il rumore dell'autobus dietro di sè. Si voltò: era il suo. Se correva lo avrebbe preso. Scese dal marciapiede, ma prima di attraversare lanciò uno sguardo verso il chiosco di gelati, poi verso l'autobus. Infine guardò di nuovo il chiosco e si fermò.
Aveva proprio voglia di un bel gelato!

Lasciò passare il 22. Pazienza, il prossimo sarebbe arrivato presto, e nell'attesa si sarebbe goduta il gelato sulla panchina davanti alla fermata. Si avvicinò all'uomo del chiosco e chiese con impazienza: "Vende gelati?"
"C'è scritto gelati no? E io sono seduto qui, giusto? Che cosa vuoi?"
Appena alzò gli occhi dal giornale, la sua espressione severa si adolcì. "Che cosa ti do cara?"
"Ha per caso..." Lei tremava leggermente. "Ha per caso della créme brulée?"
"Si." Aprì lo sportello del congelatore. "Cono o coppetta?"
"Cono, grazie", rispose Tatiana, con un salto di gioia.
Lo pagò volentieri: gli avrebbe dato anche il doppio. Pregustando il piacere, attraversò la strada di corsa sui tacchi alti e si sedette sulla panchina. Avrebbe mangiato all'ombra degli alberi, in attesa che l'autobus la portasse a comprare il caviale, perché era scoppiata la guerra.
Non c'era nessuno alla fermata: era proprio il momento adatto per g
odersi il pace quella delizia. Tolse l'involucro bianco e lo gettò in un cestino accanto alla panchina.
Annusò il gelato e assaggiò il caramello dolce, freddo, cremoso.
Chiuse gli occhi, sorrise e assaporò la crema lasciandola sciogliere in bocca.
Troppo buono, davvero buono.
Il vento le scompigliò i capelli. Li fermò con la mano mentre con la lingua descriveva dei cerchi intorno ala liscia palla di gelato. Accavallava e separava le gambe, dondolando il capo all'indietro. lasciò che il gelato le si sciogliesse in gola mentre canticchiava la canzone che, in quel periodo, era sulla bocca di tutti: "Un giorno ci incontreremo a Lvov, io e il mio amore".
Era un giorno perfetto.
Per cinque minuti non ci fu nessuna guerra, in quella magnifica domenica di giugno a Leningrado.

Alzando gli occhi dal gelato, vide un soldato che la fissava dall'altro lat
o della strada. Non era una presenza insolita a Leningrado, dove era di stanza una guarnigione. La città era piena di soldati. Vederli per strada era come vedere anziane signore con le borse della spesa, o gente che faceva la fila, o birrerie. Normalmente Tatiana si sarebbe limitata a dargli una rapida occhiata, ma quel soldato la fissava con un'espressione che non aveva mai visto prima.
Smise per un attimo di mangiare il gelato.

Il suo lato della strada era già immerso nell'ombra, mentre quello dove si trovava lui galleggiava nella luce del pomeriggio. Lei lo fissò e nell'attimo in cui guardò il suo viso, sentì qualcosa muoversi dentro di lei; muoversi, le sarebbe piaciuto dire, impercettibilmente, ma non era vero. Era come se il cuore pompasse sangue il doppio del normale, inondando tutto il corpo.
Battè le palpebre e il respiro si accelerò. L'immagine del soldato si sciolse sul marciapiede sotto il sole giallo pallido.
L'autobus arrivò e le coprì la visuale. Si alzò, ma non aveva intenzione di prenderlo, bensì di attraversare di corsa la strada, per non perdere di vista il soldato. Le porte si aprirono e il conducente le rivolse uno sguardo impaziente. Tatiana, composta e tranquilla, per poco gli gridò di andarsene.
"Sale, signorina? non posso aspettare tutto il giorno."
Salire? "No, no, non salgo."
"Allora cosa diavolo ci fa alla fermata?" Le porte si chiusero.
Tatiana indietreggiò verso la panchina e vide il soldato aggirare l'autobus di corsa.
Si fermarono entrambi.
Le porte si aprirono di nuovo. "Prende l'autobus?"
Il soldato guardò prima Tatiana poi il condicente.
"Per Lenin e Stalin!" gridò l'autista, chiudendo le porte per la seconda volta.
Tatina rimase in piedi davanti alla panchina. Indietreggiò, inciampò e cadde a sedere.
Con disinvoltura il soldato alzò le spalle e si guardò intorno.
"Pensavo proprio che fosse il mio autobus."
"Si anch'io", mormorò Tatiana.
"Il gelato si sta sciogliendo", le fece notare lui sollecito.
Ed infatti stava colando lungo il cono per gocciare poi sul vestito. "Oh, no!"
"Andrà via."
Tatiana cercò di porvi rimedio, ma la macchia si allargò.
"Fantastico", borbottò. Si accorse che la mano le tremava mentre puliva il vestito.
"E' da molto che aspetti?" Chiese il soldato. La sua voce, grave e profonda, aveva un che di...non riusciva a dire cosa. Non è di queste parti, pensò, con gli occhi bassi.
"Non troppo" rispose a voce bassa. Alzò gli occhi per guardarlo in faccia, era molto alto.
Indossava l'uniforme, e sul berretto c'era una stella rossa smaltata, proprio sulla fronte. Rimase colpita dalle mostrine, di cui però ignorava il significato. Era un soldato semplice? Aveva il fucile. i soldati semplici Avevano il fucile? Sul cuore portava una medaglia d'argento contornata d'oro.
Sotto il berretto color terra i capelli erano scuri.
Gli occhi timidi di Tatiana incontrarono i suoi color caramello, di una sfumatura più scura del gelato che stava mangiando.
Erano gli occhi di un soldato? Gli occhi di un uomo? La guardavano calmi e sorridenti.
Rimasero a guardarsi per un attimo, ma un attimo di troppo che parve un'eternità. Di solito gli estranei non si guardano mai per più di un breve istante. Tatiana ebbe come l'impressione di aprire bocca e pronunciare il suo nome.
Si voltò di scatto, eccitata, smarrita.

"Il gelato continua a sciogliersi", ripetè lui premuroso.
"Oh, questo gelato. Ne ho abbastanza", sbuffò Tatiana rossa in viso. Si alzò e con un gesto enfatico lo gettò nel cestino.

Il mio nome prende spunto da questa scena! Il gelato alla Crème Brulée è stato fondamentale per l'incontro di Tatiana con Alexander, se lei avesse deciso di non prenderlo, se avesse preso l'autobus? Non ci voglio neanche pensare a come sarebbe potuta andare, il loro incontro così com'è avvenuto è bellissimo, e ora che lo rileggo è proprio la sintesi di tutto il romanz
o:

Tatiana è ancora una bambina, quasi non si rende conto di essere cresciuta, si abbandona così ad un gelato come se fosse la cosa più naturale del mondo. Mente è scoppiata la guerra, lei si ritaglia un piccolo momento per se stessa, si fa sciogliere il gelato in bocca come i bambini...come se finora non avesse mai conosciuto nulla di più piacevole, di più dolce ed intenso.
E poi in pochi istanti si riscopre una giovane donna.
Lo sguardo di un soldato su di lei.
Lo sguardo di Alexander su di lei...e quello che prima era importante non l'ho è più.
Il vuoto, il cuore, l'amore...e il gelato? completamente dimenticato...sciolto...e finito in un cestino.
Ora c'è il suo Shura.
Il suo Shura così misterioso, lo capisce subito Tatiana, capisce che ha un accento strano, che ha uno sguardo intenso che quasi si svela a Tatiana.

Mi sembrava normale scegliere questo nome perché così mi ricorderò sempre del loro primo incontro...molte volte quando consiglio questo libro e mi mancano le parole per descrivere l'intensità, l'amore, la passione e la sofferenza che è raccontata in queste pagine, pa
rto proprio raccontando l'aneddoto del gelato...

...in effetti poi adoro anche questo dolce!!
Vi lascio la ricettina al volo:

CRÈME BRULÉE Ingredienti per 4 persone:
  • 500 ml. di panna liquida
  • 4 tuorli d'uovo
  • 80 g. di zucchero in polvere
  • Un baccello di vaniglia
  • 80 g. di zucchero di canna
  • Un limone
Versare la panna liquida in un tegame antiaderente (prima di utilizzarlo, bagnarne l'interno con dell'acqua fredda, quindi capovolgerlo per eliminarne l'eccesso e lasciarlo bagnato: in tal modo, la panna non si attacca).

Aggiungervi il baccello di vaniglia precedentemente inciso per il senso della lunghezza con un coltellino affilato, la scorza gialla del limone (evitando la parte bianca che e' amara) e scaldare il tutto su fuoco dolcissimo per circa cinque minuti.

Mentre la panna riposa, in una ciotola a parte montare i tuorli d'uovo con lo zucchero fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo ed unirvi quindi la panna privata degli aromi, un mestolo alla volta, mescolando.

Distribuire la crema ottenuta in quattro "cocottine" da forno e sistemarle all'interno di una teglia in cui si dovra' versare dell'acqua calda fino a raggiungere per meta' l'altezza delle "cocottine".

Cuocere a bagnomaria in forno preriscaldato a 90-95° (la temperatura cosi' bassa evitera' la formazione di buchi sulla crema) per almeno un'ora (se durante la cottura l'acqua dovesse evaporare, aggiungerne dell'altra); verificare la cottura infilando uno stecchino nelle "cocottine" (deve uscire asciutto) e, dopo averle fatte raffreddare a temperatura ambiente, trasferire la crema in frigorifero per almeno tre ore (si dovra' addensare).

Prima di servire, distribuire sulla superficie di ogni "cocottina" uno strato di circa due millimetri di zucchero di canna e caramellarlo con l'apposito cannello a gas, cosi' da ottenere un velo croccante.
Ti piace il mio blog?

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consiglio fantasy: ROBERT JORDAN

"La Ruota del tempo gira e le Epoche si susseguono, lasciando ricordi che divengono leggenda;
la leggenda sbiadisce nel mito, ma anche il mito è ormai dimenticato, quando ritorna l'Epoca che lo vide nascere.
In un'Epoca chiamata da alcuni Epoca Terza, un'Epoca ancora a venire, un'Epoca da gran tempo trascorsa, il vento si alzò fra le colline.
Il vento non era l'inizio
Non c'è inizio né fine, al girare della Ruota del Tempo.Ma fu comunque un inizio."
La Ruota del Tempo - L'Occhio del mondo