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mercoledì 10 febbraio 2010

SCEGLI LA FRASE PIU' BELLA

Dopo il successo del post dedicato alle Frasi di Paullina Simons (CLICCA QUI PER VISITARE IL POST ) ora siamo arrivati alla fase finale:

QUELLA DELLA SCELTA!

Laila ha qualche idea, e mi ha già detto che si farà guidare dal cuore nella sua decisione.

Però perchè non provare a darle una mano con un piccolo e veloce sondaggio!!

LAILA è INDECISA SU QUESTE TRE FRASI:

FRASE N. 1
"Addio mia canzone sotto la luna e mio respiro,
mie notti bianche e giorni d'oro, mia acqua fresca e mio fuoco. Addio.
Che tu possa trovare conforto e una vita migliore,
e quando l'alba occidentale illuminerà ancora una volta il tuo viso adorato,
sii certa che quello che ho provato per te non è stato invano. Addio...
E abbi fede mia dolce Tatiana."

FRASE N. 2
"Soldato, lascia che ti accarezzi il viso e baci le tue labbra, lasciami urlare attraverso i mari e sussurrare attraverso i prati ghiacciati della Russia quello che sento per te...
Luga, Ladoga, Leningrado, Lazarevo... Alexander, un tempo tu mi hai portata e io ora porto te. Nella mia eternità ora io porto te.
Attraverso la Finlandia, attraverso la Svezia, fino in America con le mani tese, mi ergerò e mi farò avanti, destriero nero che galoppa senza cavaliere nella notte.
Il tuo cuore, il tuo fucile mi conforteranno, saranno la mia culla, la mia tomba.
Lazarevo stilla il tuo essere nel mio cuore, goccia d'alba al chiaro di luna, goccia del fiume Kama.
Quando mi cerchi, cercami là, perchè là sarò tutti i giorni della mia vita."

FRASE N. 3 
"Abbiamo trascorso tutti i nostri giorni temendo che fosse troppo bello per essere vero, Tatiana.
Abbiamo sempre temuto di avere solo 5 minuti.
E' l'unica cosa che ciascuno di noi ha, amore mio, e vola via tutto quanto.
Si...Ma che cinque minuti sono stati!"

E TU..QUALE SCEGLIERESTI??
quale frase secondo te rappresenta meglio il libro, 
quale ti fa battere il cuore e volare con la fantasia?

PARTECIPA AL SONDAGGIO!

Quale FRASE di PAULLINA SIMONS ti piace di più



e ricorda..puoi votare un sola risposta!! eh eh!

VOLETE  PARTECIPARE  AGLI  ALTRI  SONDAGGI  DEL  BLOG ??
Visita anche i post dedicati ai sondaggi: CLICCA QUI

lunedì 1 febbraio 2010

FRASI di Paullina Simons

Questo post è dedicato alle frasi più belle dei libri di Paullina Simons.

( TROVATE TUTTE LE FRASI NEI COMMENTI DI QUESTO POST!!!!! sono tantissime!!)


Tutti noi quando leggiamo questi libri ci soffermiamo su alcuni passaggi, alcune parole che ci fanno emozionare e commuovere.    Bastano poche righe e noi sogniamo ad occhi aperti.

Perché non riunire tutte le frasi più belle??

 Ecco un appello di LAILA a tutti gli utenti del blog:

"Care amiche di blog, seguendo il consiglio di Crème, mi rivolgo a tutte voi perchè ho bisogno del vostro aiuto!!!

Allora, la questione è semplice, e so che voi mi capirete.

Quest'anno, a giugno, io festeggerò il diciannovesimo anniversario di matrimonio e per l'occasione ho chiesto a mio marito di realizzarmi un quadro su legno, con la tecnica del pirografo. 
Per chi non lo sapesse il pirografo è come una penna, con la punta in ferro alimentata a corrente che una volta diventata incandescente va a bruciare il legno. Solo grazie ad una mano ferma ed esperta si riesce a realizzare dei bei disegni (non esiste la cancellatura,se si sbaglia il danno è irrimediabile).
ecco delle foto per farmi capire meglio!


Mio marito è molto bravo in questo genere di cose  e per il nostro anniversario voglio che mi metta su legno la copertina del libro "il cavaliere d'inverno" e affiancato al disegno voglio fargli incidere una bella frase tratta dal libro.

Ed è qui che mi servite tutte voi!!!!

Come sapete infatti di belle frasi il libro ne è pieno, tanto che io non sò quale scegliere! 
Mi potete dunque aiutare? Voi che come me amate tanto questo libro, aiutatemi a scegliere una frase che rappresenti bene questa storia d'amore fantastica!!!
Per ovvi motivi di spazio non dovrà essere una frase lunghissima, ma neanche di solo due righe!!!!   La giusta proporzione insomma!!


Allora, mi potete aiutare???

Ecco un esempio di bella frase significativa e breve(anche leggermente piu lunga di cosi può andare bene):

"Né le bombe né il mio cuore spezzato  mi impediranno di ricordare quel giugno di gelsomini, quando passeggiavo a piedi nudi accanto a te attraverso il campo di marte."

Date libero sfogo alla fantasia dunque, 
e tutte insieme cerchiamo di trovare la frase adatta!!!

Conto su di voi. Baci  Laila."
Questo è l'appello di Laila, e così ho pensato di cogliere questa occasione per riunire tutte le frasi che ci hanno fatto battere il cuore! 

C'erano già dei post dedicati a questo argomento che potete trovare QUI
In ogni caso ho pensato che è meglio riunire tutte le frasi nei commenti. 

Sono proprio curiosa di sapere quale frase per voi rappresenta di più la storia d'amore tra Tatiana e Shura! 
Io ho già davanti a me i libri e li sto sfogliando!!


INIZIATIVA DEL BLOG 
Ricordo a tutti gli utenti che se vogliono possono collaborare al blog! 
Con un post, immagini, disegni, video e tante idee!! 
Mandatemi una mail!!! :)

mercoledì 1 aprile 2009

RICETTE RUSSE: il pasticcio di cavolo!

Siamo tutti in attesa che Tatiana's table venga tradotto in italiano e poi pubblicato!
Per ora non ci sono notizie di una probabile uscita..ma noi siamo ormai abituati ad aspettare e soprattuto a sperare che un piccolo miracolo accada!

So che a molti lettori del blog interesserebbe sapere qualcosa di più della
tradizionale cucina russa, per magari provare a cimentarsi un po' in qualche ricetta.. e perché no sentirsi un po' come Tania quando preparava con amore qualche prelibatezza per il suo Shura.

Ho deciso così di iniziare una RUBRICA DI CUCINA che conterrà molte delle ricette russe più interessanti!

Ma prima di iniziare vorrei farvi un regalo: l'incipit in italiano di Tatiana's Table tradotto per il blog da Dark, così tutti noi possiamo farci una piccola idea di cosa parla il libro!

"Tatiana faceva i tortini di cavolo mentre i bambini stavano accalcati attorno alla pentola. Divenne difficile mescolare il tutto. Aveva appena finito di friggere le cipolle e stava adesso tritando i cavoli. "Un po di spazio?" chiese. Ma stavano ancora accalcati . In modo particolare la bambina. "Voglio cucinare anch'io mamma. ho bisogno di vedere". I ragazzi torturavano implacabilmente la loro giovane sorella. "Vuoi cucinare?" disse Harry, sempre combinando guai. "rompi qualsiasi cosa tocchi, mi dispiace per chiunque mangi quello che cucini". La bambina lo colpì, Harry le diede uno schiaffo sulla schiena e lei si mise a strillare. Tatiana dovette intervenire riluttante. "Non fatemi chiamare vostro padre" disse. Questa era una minaccia standard ma oggi sarebbe stata una bugia, specialmente dal momento che il padre non era in casa, non era neanche in città, ma era l'unica ragione per la quale Tatiana riuscisse a cucinare cavoli-dall'ultima volta che lui non ne mangiò. Finalmente scesero giù - il che significa che le diedero un centimetro di spazio in più per il gomito. Tatiana stava mescolando i cavoli. In un tegame separato, soffriggeva il tritato di manzo. Janie affermò che non le piacevano i cavoli. I ragazzi dissero di amarli. Tatiana diede loro uno sguardo e scosse la testa...."

...cosa dire
grazie Dark! secondo me questo libro ci svelerà molte cose che sono state lasciate sospese nel Giardino d'estate, e già da queste poche righe già si riconoscono i tratti fondamentali dei nostri amati protagonisti!

ok ci siamo! iniziamo con la prima ricetta:

IL PASTICCIO DI CAVOLO:

Questa è una delle più tipiche e tradizionali ricette della cucina moscovita.
Per la sua ricchezza di ingredienti (e calorie) può essere considerata un piatto unico.

Ingredienti:
400g di cavolo bianco,
una cipolla,

60g di burro,
una tazza di brodo di carne,
2 cucchiai di aceto bianco,
50g di farina,
200g di lombo di maiale,
100g di polpa di vitello,
100g di polpa di manzo,

4 cucchiaio di olio,
4 cetriolini sotto aceto,
un pugno di olive verdi snocciolate,
un paio di cucchiai di funghetti sotto olio,
sale e
pepe.

Preparazione: dopo aver rosolato le carni in un tegame con i 4 cucchiai d’olio e 30g di burro, lasciate cuocere per circa un’ora e mezza, bagnando di tanto in tanto col brodo;
intanto lavate la verza, tagliatela a listarelle, cuocetela per pochi minuti in acqua bollente e poi rosolatela per un quarto d’ora in un altro tegame con il burro rimasto e la cipolla, bagnando con qualche cucchiaio di brodo e aceto;
quando le carni saranno cotte, affettatele a fettine sottili; in una pirofila imburrata, ponete uno strato di verza e uno di fettine di carne, continuando così fino ad esaurire gli ingredienti; cospargete la superficie del pasticcio con i cetriolini, i funghetti e le olive; infornate per 10 minuti a 180 gradi.
Servite ben caldo nella medesima pirofila.

Che dire provate e poi ditemi com'è!! ...io confesso sono una piccola frana in cucina!! :)

giovedì 5 marzo 2009

531! La pagina mancante...

Su segnalazione di un utente del blog sono venuta a conoscenza di un problema relativo alla nuova edizione BUR de Il cavaliere d'inverno, ovvero manca la pagina 531.

Credo sia un errore di stampa, ho controllato io stessa..
la pubblicazione è corretta fino a pagina 530 poi torna a pagina 331 per poi riprendere a pagina 532..
è sicuramente un errore.

Visto che fino alla nuova ristampa le edizioni della bur saranno così ho pensato di mettere sul blog la pagina mancante..

Fine pagina 530
"Dovunque, se tu devi partire io ti seguirò"
Alexander cercò una risposta, ma non riuscì a dire nulla.
"Ma, Tania...io devo tornare al fronte."
Pagina mancante 531

Con gli occhi bassi, Tatiana disse: "davvero?"
"Certo, dove credevi che sarei andato?"
Sollevò lo sguardo e lo fissò con grande intensità. "Sei tu che devi dirmelo."
Alexander fece un passo indietro, come se si sentisse troppo vulnerabile.
Ancora con lo zaino in mano, ripeté: "Tania, devo tornare al fronte, Il colonnello Stepanov mi ha concesso un po' si tempo per stare qui, ma ho promesso che sarei ritornato".
"e da bravo americano, tu non puoi che mantenere la parola data, vero?"
"Hai ragione, noi americani siamo fatti così", rispose lui amareggiato. "E' inutile discutere: devi proprio tornare."
Tatiana tremava un po', poi sollevò i suoi dolci occhi chiari e sussurrò: "E allora verrò con te. Tornerò anch'io a Leningrado."
Pensò che il silenzio di lui indicasse che era contento di quella risoluzione e continuò: "Se tu dovrai tornare in caserma, io..."
"Tatiana", esclamò sconcertato Alexander, "ma che diavolo dici? Stai scherzando?"
La rabbia era tale che dovette allontanarsi per qualche minuto, uscire di casa, camminare un po' nel bosco per calmarsi. Quando tornò indietro, lei stava pulendo le aringhe. Lei continuava a pulire il pesce. Le si avvicinò e con forza le fece lasciare ciò che aveva in mano.
"Ahi! Smettila! Ma che ti prende?"
Alexander tornò verso il bosco per cercare di calmarsi davvero. Vide che lei riprendeva in mano i pesci, li sciacquava e li puliva.
Si avvicinò di nuovo, le tolse il pesce dalle mani posandolo su un pezzo di carta, afferrò la moglie per le spalle e la tenne di fronte a se. "Tatiana, guardami. Sto cercando di mantenere la calma, vedi? Non sai che sforzo sto facendo." Si fermò "Cosa ti frulla per la mente? Tu non puoi venire con me"
Lei scosse la testa. "Si, invece"., disse dolcemente.
"No! Non se ne parla nemmeno, hai capito? Per venire con me, dovrai passare sul mio cadavere. Verrò a trovarti non appena mi daranno una licenza."
"No", replicò lei, "so che non torneresti più. Senza di me, sento che moriresti, e io non ti lascerò andare da solo."
"Ma Tania, non ti permetteranno di tornare in città. Io per primo non te lo permetterò. Sai bene che Leningrado è sotto as..

Inizio pagina 532

..sedio e no è possibile metterci piede. Stanno ancora evacuando la città, non ci pensi? Non ricordi cos'era diventata? E' impossibile che tu l'abbia dimenticato, sono passati solo sei mesi, e so che ti svegli ancora nel cuore della notte. Ogni giorno Leningrado è devastata dalle bombe, ti rendi conto? Non si vive più a Leningrado. E' troppo pericoloso, e tu non ci tornerai di certo." Quando finì non aveva più fiato."

spero possa esservi utile!
Ho fatto un doppio controllo è vi posso confermare che la edizione de Il cavaliere d'inverno della Sonzogno e quella della Bur sono praticamente identiche, le pagine coincidono completamente...tranne per l'errore di stampa ovviamente!

..in ogni caso è sempre molto bello rileggere alcuni passi..
e poi questo è sicuramente un momento intenso del libro,
voi cosa ne pensate??


ps. un ringraziamento speciale e un bacino a chi ha permesso questo post e ha saltato le lezioni per permettermi di fare delle fotocopie...e una colazione abbondante...!!

sabato 21 febbraio 2009

Tania e il Burka

Di recente sono di nuovo venuta a contatto con notizie riguardanti le donne islamiche, la cosa mi ha fatto venire in mente un passo dal libro "Tatiana e Alexander"


Vi ripropongo il passo:

"Shura!"
"Cosa c'è? Lo sai che in certi Paesi africani le donne non possono parlare al marito finché lui non le da il permesso?"
"Si, e in altri possono stare sia con il marito sia con il cugino del marito e dividono tutti lo stesso letto, se la donna lo vuole. Che ne pensi di questo? E in altri paesi io dovrei andare in giro completamente coperta da una...come si chiama..."
"Un sacco nero."
"No, il nome vero." "Un burka."
"Si,bravo. Sarei coperta da un burka dalla testa ai piedi per tutta la vita. Ma all'inizio del matrimonio dovresti sollevarmi il burka dalla faccia e io allungherei le mani per aiutarti e quello che tiene le mani sopra sarà il capo della coppia."
Rise. "quale preferisci marito?"
Le appoggiò le mani sul sedere ma non riuscì a parlare, soffocato dai suoi baci.
"Bene, per mettere fine alla questione", le disse con voce rauca, "la sorella di mio padre non ha avuto figli, quindi la faccenda del cugino è archiviata. E poi si, mi piacerebbe che tu indossassi un sacco nero così nessun altro potrebbe metterti gli occhi addosso.
E per rispondere al terzo punto, trovo difficile immaginare che uno scricciolo come te che fa il capo".
Ho la necessità di ricordare queste parole e queste piccole emozioni che Paullina ha saputo raccontare perché solo così trovo la forza di scrivere la dura realtà che ci circonda.

Avete mai sentito di donne bruciate dall'acido?
Donne normali, con una vita, una famiglia che vengono bruciate con acido, benzina e altri miscugli della morte.

"In alcune zone del mondo le donne "colpevoli" di una qualsiasi azione come per esempio di aver rifiutato le attenzioni di uomini che non desideravano o di aver parlato per strada con chi non dovevano vengono sfregiate con il vetriolo ( acido solforico in alta concentrazione usato nelle batterie dei veicoli a motore), facendo perdere esse ogni tratto somatico umano e avendo così la certezza che nessun uomo potrà mai avere una vita con lei.
A donne che hanno cercato di superare i limiti imposti dalla tradizione è stata inflitta una punizione atroce. Per le donne che "non osservano le regole", gli uomini possono usare contro di esse terribili strumenti di ritorsione come il vetriolo.
Il liquido è poco costoso e facilmente acquistabile in qualsiasi bazar. Serve per le batterie delle automobili, ma si vende anche nei villaggi dove non c’è nemmeno un’automobile.
Gettato sulla pelle, ne divora istantaneamente il tessuto, procura ferite e abrasioni simili alle ustioni da fuoco.
Le donne ne hanno il viso sfigurato per sempre, spesso perdono la vista a uno o a entrambi gli occhi. Il cuoio capelluto se colpito, rimane inerte per sempre.
Il volto si riga di cicatrici ipertrofiche e nodose, le ferite causano pesanti danni funzionali, ad esempio a carico dei movimenti facciali e della masticazione.
Se gettato sulle gambe, può penetrare fino alle ossa, ustionando le fibre dei muscoli e rendendo inabili le vittime. In alcuni casi, se le cure non sono tempestive ed efficaci, la vittima dell’attacco con l’acido può morire.

TESTIMONIANZA
Un caso per tutti serve a raccontare l’inferno in cui precipitano alcune giovani donne, quelle per le quali – a differenza di molte loro coetanee di altri paesi – è una sfortuna essere avvenenti e piacere a un uomo: Shelina, tredici anni, accecata e sfigurata dall’acido da un ragazzo di diciotto anni al quale lei continuava a dire di no. Una sera quando Shelina era alla fonte con le amiche a prendere l’acqua, lui le ha gettato addosso l’acido. Il ragazzo si è dato alla macchia, non pagherà mai per il suo misfatto e la gente dice che se una donna offende l’orgoglio di un uomo, una punizione se la deve aspettare. Shelina è oggi un fantasma vivente, inguardabile, negata alla vita, innocente."
Leggo questo articolo e penso a quando ero bambina, quando non sapevo che cosa voleva dire il male..vorrei tornare indietro a quei momenti di spensieratezza e di pace...ma la realtà invece è diversa.

Colgo l'occasione di questo intervento per riproporre un libro che ho letto già qualche tempo fa, ma lo consiglio a tutti per conoscere meglio la realtà che ci circonda:

BRUC
IATA VIVA
Suad, giovane cisgiordana, sta facendo il bucato nel cortile di casa quando sente sbattere una porta alle sue spalle.
È il cognato, che le rivolge una frase scherzosa.
Suad si volta per replicare ma all'improvviso il suo corpo è intriso di un liquido freddo che in meno di un secondo diventa fuoco.
Bruciare viva, è questa la punizione inflittale dalla famiglia per aver commesso il peggiore dei peccati, essere rimasta incinta prima del matrimonio.
Nonostante le ustioni di terzo grado che la ricoprono, Suad riesce a salvarsi. Con l'aiuto di un'organizzazione umanitaria, fugge in Europa. Da qui, con indosso una maschera che protegge e nasconde il suo viso deturpato, racconta al mondo la sua storia, sfidando la legge degli uomini e la loro sete di vendetta.
Ora Suad si è sposata, ha tre figli, vive in Francia ancora con la paura che i suoi famigliari possano tornare a concludere quello che non sono riusciti miracolosamente a portare a termine.


Sono alla fine del post..
mi mancano anche le parole..
torno su per rileggere le frasi di Tania e Shura..


un ringraziamento ad Alessandra per avermi indicato il passo esatto.

lunedì 5 gennaio 2009

CASTING: ruolo per ALEXANDER BELOV

E' arrivato il 2009!

...e quest'anno come promesso si parlerà del futuro film tratto da Il cavaliere d'inverno di Paullina Simons.

Ora siamo noi che possiamo fantasticare un po' su come potrebbero essere i nostri protagonisti!
Ma anche come sarà l'ambientazione, la colonna sonora, le frasi più belle che non potranno mancare...l'anno è lungo quindi avremo modo di approfondire ogni aspetto! Non c'è fretta!

Ma da dove cominciare?

Beh..dichiaro ufficialmente iniziato il casting per il ruolo di
-Alexander Belov
-Tatiana Metanova
...e tutti gli altri protagonisti!

Come si svolge il casting?

E' un pochino problematico organizzare il tutto, allora io propongo di fare così:
ogni post dedicato al casting dei protagonisti avrà uno spazio dedicato alle foto degli attori che secondo me e secondo voi potrebbero interpretare il ruolo ambito.
Nei commenti si aprirà il dibattito sulle foto postate, e se ci saranno dei suggerimenti su altri interessanti protagonisti io posterò immediatamente le fotografie nel post!

Che ne dite? basta parole e passiamo alle immagini!

ALEXANDER BELOV:
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Il primo ragazzo che ho trovato è Josh Hartnett, è un attore..
. . . .
...non mangiatemi viva se non vi piace! :)
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Il secondo è un attore e modello statunitense : Channing Tatum
.
. . .
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Il terzo è sempre un attore e modello statunitense: Jensen Ackles
.
. . .
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Ecco alcuni pezzi tratti da Il cavaliere d'inverno 
per ricordarci il nostro Shura:
"Indossava l'uniforme, e sul berretto c'era una stella rossa smaltata, proprio come la fronte."

"Sotto il berretto color terra i capelli erano scuri. Sembrava giovane. Gli occhi timidi di Tatiana incontrarono i suoi color caramello, di una sfumatura più scura del gelato che stava mangiando. Erano gli occhi di un soldato? Gli occhi di un uomo? La guardavano calmi e sorridenti."

" Lo osservò. Anche il suo modo di camminare sembrava appartenere ad un altro mondo. Il passo era troppo lungo e troppo sicuro.Ma in qualche modo tutto ciò appariva perfetto."

"Parlava russo, ma con un leggero accento. Cercò di indovinare se l'accento e i denti bianchi venissero dallo stesso paese e di quale paese si trattasse...aveva l'aria di provenire da qualche luogo del mare."

"Nonostante i tacchi alti non gli arrivava nemmeno al mento"

"..osservando la sua barba corta, il naso a punta, le sopracciglia nere e una piccola cicatrice grigia che aveva sulla fronte. Sotto la barba era abbronzato."

"Le grandi mani del soldato erano pulite, le dita lunghe e grosse, le unghie in ordine."
e l'età?
"Ventidue. Ventidue compiuti"
Che ne dite?

Forse sono un po' vecchiotti, è difficile trovare attori belli e giovani, ma siamo solo all'inizio!
Magari questi potrebbero andare bene per un Alexander più maturo, ma all'inizio lui è un giovane ragazzo, così bello..
Ho aperto un piccolo sondaggino interno al post...
potete votare anche più risposte!
Chi preferisci per il ruolo di Alexander Belov?

I risultati del sondaggio nel periodo 2009 - 2010 sono i seguenti
ho dovuto rilanciare il sondaggio perché non si riusciva a distinguere bene i risultati,
in ogni caso qui potete vedere il sondaggio precedente e i vecchi commenti: 

domenica 7 dicembre 2008

TATIANA vista con gli occhi di ALEXANDER

Oggi ho preso in mano Tatiana & Alexander, ho cominciato a sfogliarlo come faccio spesso quando ho bisogno di conforto o anche solo per sognare un po' e la mia attenzione si è soffermata su un passo davvero molto bello che ho deciso di riportare.

"Alexander svoltò a destra lungo la via Saltikova-Scedrina.
La strada era deserta e le fronde degli alberi stormivano sospinte dal vento estivo. Ripensò a Barrington e ricordò i sui boschi. Lui e Teddy sdraiati ad ascoltare gli alberi che si scuotevano sopra le loro teste. Gli piaceva quel rumore.
Sentì un suono, come la voce di qualcuno che cantava. Era quasi un sussurro, Alexander guardò lungo la strada e non vide nessuno.
Poi notò una cascata di capelli sottili, lunghi e biondi che coprivano il viso di una ragazza. Portava un vestito bianco con delle rose rosse.
Sedeva su una panchina sotto il baldacchino verde formato dai rami degli alberi con un turbine candido con i capelli d'oro, il vestito bianco, le rose color di sangue. Mangiava un gelato e canticchiava soprappensiero. Alexander riconobbe il motivetto. Cantava Un giorno ci incontreremo a Lvov, io e il mio amore, una canzone molto in voga in quel momento.
In qualche modo riusciva a cantare, leccare il gelato e dondolare le gambe nude con i piedi chiusi in un paio di sandali rossi e a spostarsi i capelli che le ricadevano sul viso.
Tutto allo stesso tempo.
Sembrava assolutamente incurante di Alexander che la fissava dall'altra parte della strada, anche della guerra, del mondo e di tutte le cose che quella domenica animavano gli abitanti di Leningrado.
Lei era lì, sola con se stessa e i suoi capelli lucenti, quel vestito meraviglioso e il gelato e la voce delicata.
Stava in un mondo che Alexander non aveva mai conosciuto, nuotava sulla luna, in un mare di tranquillità. Non riuscì a spostarsi dal punto del marciapiede in cui si trovava.
Lei non siaccorse di nulla per un minuto buono. E per tutto quel tempo Alexander restò ad assorvarla, prima che lei sollevasse los guardo. Si guastava quel gelato con incoreggibile e gioiosa determinazione.
Lo spettacolo di quella ragazzina che leccava il gelato e ne succhiava la punta con la bocca aperta spacancò una voragine nello stomaco di Alexander.
Dovete fermarsi a riprendere fiato, come se all'improvviso non ci fosse ossigeno a sufficienza in quella via della città.
La ragazza sollevò lo sguardo e lo vide, fermo dall'altra parte della strada.
Smise di dondolare le gambe e raddrozzò la schiena.
Poi rimase nascosta dietro un autobus sopraggiunto nel frattempo.
Oh, no, pensò Alexander. Salirà su quell'autobus. Attreversò la strada di corsa.
Vide la ragazza che si alzava dalla panchina e poi si fermava, con lo sguardo fisso su di lui.
L'autobus si allontanò sferragliando e loro rimasero lì, uno di fronte all'altra.
Lei era piccola, esile, e indietreggiò fino a quasi a cadere sulla pancina, con il gelato che legocciolava sulle mani.
"Il gelato si sta scciogliendo ", fece notare lui, sollecito.
Voleva osservarla ancora mentre lo mangiava.
Ma non gli diede la soddisfazione. Sembrava imbarazzata.
Alexander non si mosse e continuò a osservarla.
Osservò lo sguardo della giovane che si spostava lentamente dai suoi stivali, ai pantaloni, alla giubba, per poi scrutare la medaglia, le spalline, il collo, le labbra e infine gli occhi, sui quali si soffermò.
I loro sguardi rimasero intrecciati per alcuni secondi stabilendo un contatto di bizzarra familiarità.
Poi lei arrossì e si voltò.
Un legame."
(Tratto da Tatiana & Alexander, pag. 219 e ss. edizione Sonzogno 2005.)

Quando rileggo queste righe mi immedesimo in Alexander, penso che sia fantastico poter vedere il mondo secondo gli occhi di Shura. Si perchè nel primo libro ho vissuto le emozioni di Tatiana, ho visto Shura con i suoi occhi e mi sono immagina cosa potesse provare lui....e Paullina Simons ha voluto poi regalarmi le emozioni di Alexander nel secondo libro.
Ora vedo Tania con gli occhi di un soldato dall'altra parte della strada. Sento la sua disperazione, la sua voglia di essere salvato e attraverso i suoi occhi vedo una piccola giovane donna che sembra dire :
"Alexander, perché ci hai messo così tanto? E' così tanto che ti aspetto!"

Spero di aver risposto con questo post a tutte le mail che mi sono arrivate da coloro che sono rimasti un po' delusi dal secondo libro perché lo hanno ritenuto solo una ripetizione del primo. Ovviamente come ho già detto io non sono d'accordo...ma rispetto anche chi la pensa in modo diversamente da me!!

Vuoi leggere l'incontro tra TANIA E SHURA raccontato nel primo libro?

lunedì 4 agosto 2008

IL MASSAGGIO DI TANIA A ALEXANDER

Ve lo ricordate?
Siamo a Lazarevo..un posto magico dove Tania e Shura sono finalmente insieme, finalmente hanno la loro privacy...

"Vuoi u massaggio?" Mormorò mentre gli baciava il braccio e gli accarrezzava le possenti spalle. "Mi hai sentito?" disse, stringendolo un po'. Lui si voltò di nuovo, aprì un occhio "Sai fare massaggi?" "Certo", rispose lei sorridendo. Lui aveva adosso soltato un paio di calzoncini, e Tatiana gli si misi a cavalcioni sulla schiena. "Dove hai imparato a fare i massaggi?" "Come?" Disse lei in tono scherzoso, pizicandoli sulla schiena. "Ne so fare molti." "Davvero?" Sapeva che si sarebbe incuriosito. "Certo. Sei pronto? Allora questi sono i binari", cominciò tracciando due linee parallele lungo la spina dorsale, dalla base del collo fino all'elastico dei calzoncini. "E queste le rotaie", tracciò delle brevi linne perpendicolari. "Ed ecco l'ultimo treno..."-una linea a zig zag- "che rovescia il carico di grano", aggiunse solleticandogli la schiena con le dita. Alexander si presa la testa tra le mani e scoppiò a ridere. Lei provò un'improvvisa voglia di baciarlo, ma non rientrava nelle regole del gioco. "Le galline vengono a beccarlo", continuò mentre picchiettava con le dita, "le anatre corrono a pizzicarlo", e gli diede dei pizzicotti. "Che razza di massaggio è questo?" "I bambini arrivano a calpestarlo", proseguì, premendo forte con le mani. "Perché mi stai spingendo?" "Arrivano i ladri, ci mettono sale e pepe e poi de lo mangiano", disse Tatiana, mentre gli faceva il solletico. Lui si mosse un po' e sorrise. Mi piace fargli il solletico, pensò compiaciuta. Non potè più resistere e gli diede un leggero morso sulla schiena. Lui era assolutamente irresistibile in quel momento, eccitato dal solletico. (...) "E poi arriva il nonno e raccoglie un po' di grano." Gli diede dei colpetti sulla schiena. "Arriva il guardinao dello zoo..." "Oh, no, anche il guardiano dello zoo!" "Si siede e si mette a scrivere." Tatiana tracciò i contorni di un tavolo e una sedia, poi delle linee curve e rapide che indicano la scrittura. "Vi prego di accettare mi figlia nello zoo e di andare a raccogliere tutto il grano. Finisce la frase... incolla un francobollo..." Col palmo della mano fece il gesto di attaccare il francobollo. "Trrrr", esclamò all'improvviso facendogli il solletico sulle costole. Alexander fece un balzo e scoppiò a ridere. "E ora... spediamo la lettera!" Gli sollevò l'elastico dei calzoncini e lo lasciò andare. Lui resto immobile. "Hai finito?" le chiese con voce adolcita. Tatiana rise, si sdraiò sopra di lui e rispose di sì, baciandolo tra le scapole. "Ti è piaciuto?" Adorava quel contatto con la sua schiena nuda e abbronzata dopo un mese di lavoro sotto il sole. La stessa schiena che lò'aveva trasportata per ben nove chilometri insieme con un fucile. Con la guancia gli sfiorò la scapola. "Interessante... che cos'é una specie particolare di massaggio russo?" Gli raccontò che quando era a Luga, lei e gli altri bambini lo facevano gli uni agli altri anche venti volte al giorno, aumentando la forza e l'intensità del solletico. Non aggiunse che anche lei e Dasha erano solite farlo di continuo, senza mai stancarsi. Alexander scivolò da sotto il corpo di Tatiana e disee: "Ora tocca a me." "Oh, no. Ti prego, sii buono." .... "Questo cos'era , una specie particolare di massaggio americano?" Gli chiese più tardi. "Le regole del mio gioco non erano certo queste!" Lui rise, con gli occhi ancora chiusi.
Pagg 519-520-521, ed. economica sonzogno 2005

E' una scena molto simpatica!!
Lo pensi anche tu?
Lascia un commento!!!

lunedì 28 luglio 2008

Il Cavaliere di bronzo di Aleksandr Puskin

La leggenda dice che San Pietroburgo non sarà preso dagli nemici finché il Cavaliere di Bronzo, il simbolo della città, sta nel suo posto nella piazza centrale della città.

La celebre statua equestre di Pietro il Grande, nota come "Cavaliere di bronzo" dall'omonimo racconto di Puskin, e' uno dei più conosciuti simboli di San Pietrobugo nel mondo.
E' stata realizzata da un scultore francese, Etienne Maurice Falconet, nel 1782.
La scritta in latino sul piedistallo dice "Petro Primo Catarina Secunda - To Peter the First from Catherine the Second".Il monumento si trova sulla Piazza dell’Ammiragliato, in faccia alla Neva.
Pietro il Grande ha edificato San Pietroburgo, destinata a diventare nuova capitale del Paese, ed e' stata un'impresa titanica, per realizzare la quale ha mobilitato uomini e mezzi da tutta la Russia.
Per questo capolavoro di Falconet, Aleksandr Pushkin compose il suo celebre poema in versi «Il Cavaliere di bronzo»

Pushkin e il suo Cavaliere


Il cavaliere di bronzo, straordinario poema di Pushkin scritto nel 1833. È la storia di un impiegato (Evghenij) che perde la fidanzata nella terribile inondazione di Pietroburgo del 1825. Impazzito per il dolore, quando passa davanti al maestoso monumento di Pietro il Grande, leva il pugno contro la statua dell'Imperatore, causa di tutti i suoi mali.
Il cavaliere si stacca dal piedistallo e lo insegue per le strade di Pietroburgo. Il povero impiegato sarà poi ritrovato senza vita davanti alla casa di legno della fidanzata. È un'allucinazione sul contrasto, fino ad oggi insoluto, tra le ragioni individuali e la ragion di Stato, tra le persone e la Storia. Un capolavoro che apre una prospettiva culturale importantissima, un grande interrogativo ancora oggi senza risposta".
"Il povero pazzo [Evgénij] girò intorno al piedistallo dell'idolo e rivolse i selvaggi sguardi al volto del sovrano di mezzo mondo
"Bene, o costruttore miracoloso! - sussurrò, tremando per l'odio - ti farò vedere io!...".
E tutto a un tratto cominciò a correre a rompicollo.
Gli era sembrato come se il viso dello zar minaccioso, accesosi istantaneamente d'ira, si fosse rigirato lentamente...E corre per la piazza vuota e ode dietro di sé, come fosse il rombo di un tuono, rintronare sullo scosso selciato un pesante galoppo.
E illuminato dalla pallida luna vede il Cavaliere di bronzo che con la mano levata in alto sul cavallo galoppante lo segue fragorosamente alle calcagna.
Per tutta la notte il povero demente, ovunque rivolgesse i passi, sempre sentiva dietro di lui galoppare il Cavaliere di bronzo col suo pesante calpestio."


La lingua della poesia del poema è affascinante e la si può apprezzare solo conoscendo la lingua russa. Il poema «Il Cavaliere di bronzo» che ha anche sottotitolo “Storia Pietroburghese” si compone di due Canti e Proemio e fu scritto nel 1833 nel villaggio Bòldino (il podere di Pushkin).
Ogni russo conosce questi bei versi:

T’amo, creatura di Pietro, = Люблю тебя, Петра творенье,
Amo il tuo grave ed armonico aspetto
, = Люблю твой строгий, стройный вид,

Il regale corso della Neva
, = Невы державное теченье,

Delle sue rive il granito
, = Береговой ее гранит,

Delle tue cinte il rabesco di ghisa
, = Твоих оград узор чугунный,

Delle tue notti malinconiche
... = Твоих задумчивых ночей ...

Esiste anche un balletto «Il Cavaliere di bronzo» che il compositore russo Reinhold Gliere (1875-1956) compose nel 1948. La musica del balletto è molto bella ma purtroppo il balletto è completamente dimenticato e non è presentato nei teatri russi da molti anni. Ma un pezzo musicale da questo balletto è diventato l’ inno ufficiale della città di San Pietroburgo, “Inno alla Città Grande” che si può sempre sentire durante le festività a San Pietroburgo.

«Il Cavaliere di bronzo» è anche un simbolo dello Stabilimento cinematografico di Leningrado-San Pietroburgo «Lenfilm» ed anche è l’annuale Premio cinematografico di «Lenfilm».



Aleksàndr Sergeevič Puškin

(in russo: Александр Сергеевич Пушкин) (MOSCA-1799 - SAN PIETROBURGO 1837) è stato un poeta, scrittore e drammaturgo russo. Le sue opere non solo hanno ispirato numerosi scrittori, compositori e artisti russi e non, ma hanno anche contribuito alla nascita di una nuova lingua letteraria russa.




ALCUNI CONSIGLI:
Se volete leggere il libro " Il cavaliere di Bronzo" potete provare a cercare nella biblioteca della vostra città, di solito hanno quasi sempre una copia le biblioteche. 
Altrimenti potete cercare sul WEB
Vi segnalo alcuni siti dove potete trovare ancora qualche copia:
IL CAVALIERE DI BONZO sito libreriauniversitaria 
IL CAVALIERE DI BRONZO sito raffaellieditore
IL CAVALIERE DI BRONZO sito unilibro
se trovate altri siti utili segnateli nei commenti !

sabato 19 luglio 2008

Perchè "il giardino d'estate" è ambientato in ARIZONA


IL GIARDINO D'ESTATE (Summer Garden) come molti sapranno è ambientato in America.
Nello specifico ci troviamo dopo un bel po' di viaggi di Tania e Shura in Arizona.

Vi ricordate il perché?


Tania, Shura e Dasha sono seduti sul divano.
Fa freddo
...
"Ora che gli americani sono in guerra, sarà più facile per noi?"
"Sì."
"Ne sei certo?"
"Assolutamente. Ora c'è speranza."
Tatiana sentì la voce di Dasha. Se ne veniamo fuori, Alexander, ti giuro che lasceremo Leninrado e ci trasferiremo in Ucraina, sul Mar Nero, da qualsiasi parte dove non faccia mai freddo."
"Non ci sono posti simili in Russia", replicò luio. Sopra l'uniforme indossava il cappotto cachi e la sciarpa gli copriva le orecchie. "Siamo troppo al nord."
"Esiste un posto sulla terra dove, d'inverno, la temperatura non scende sotto lo zero?"
"L'Arizona."
"L'Arizona? Eè da qualche parte in Africa?"
"No. Tania, tu sai dov'è l'Arizona?"
"In America." L'unico calore proveniva dalla finsetrella della stufa. E da Alexander. Gli premetta la testa contro il braccio.
"Si, è uno stato dell'America, vicino alla California. E' occupato in parte da deserti. Ci sono quaranta gradi d'estate e venti d'inverno. Non c'è mai ghiaggio nè neve."
"Non raccontarmi frottole", sospirò Dasha. "Raccontale a Tani: io non sono più una bambina."
"E' la verità."
Con gli occhi chiusi, Tatiana ascoltava la morbida cadenza della voce di Alexander. Voleva che non smettesse più di parlare. Hai una bella voce, Shura, pensò. Mi sembra di andare alla deriva, mentre la tua voce calma, misurata, profonda mi invita alla pace eterna. Va', Tania, va'.
"Non è possibile", continuò Dasha. "Cosa indossano d'inverno?"
"Una camicia con le maniche lunghe."
"Oh, smettila."
Tatiana sollevo il cappello e guardò le luce bronzea che guizzava dietro la finestrelle della stufa.
"Tatia?" sussurrò Alexander. "Tu sai che dico la verità. A te piacerebbe vivere in Arizona, la terra della breve primavera?"
"Si."
...
"Tatia, Tatiasha, Tania", sussurrò lui. "Riesci a sentrimi?"
"Ti sento, Shura."
"Appoggia di nuovo la testa alla mia spalla."
Lei obbedì.
"Come stai?"
"Lo vedi."
"Lo vedo." Le baciò la mano coperta dal guanto. "Coraggio, Tatiana. Coraggio."
Ti amo, Alexander.

Pagg. 350-351, Il cavaliere d'inverno, ed. economica Sonzogno, 2005.


venerdì 11 luglio 2008

Per non dimenticare...3

RIASSUNTO de "IL GIARDINO D'ESTATE"

ATTENZIONE! VIENE SVELATO ANCHE IL FINALE.

Tatiana e Alexander si sono miracolosamente riuniti in America, la terra dove lui è nato e da dove, bambino, era partito.
Il loro sogno di libertà è stato esaudito; sono lontani dalla guerra, dalla Russia: sono insieme, finalmente insieme con il loro figlio Anthony segno della speranza che li unisce.

Eppure Tania e Shura non sono felici.
Fin da subito si capisce che i dolori della guerra hanno segnato profondamente i loro animi, non possono dimenticare il passato e non vogliono nemmeno affrontarlo, vivono quasi senza riconoscersi, senza capirsi, come due estranei.
Si amano ma non riescono a ritrovarsi.

Le ferite sono li davanti agli occhi di tutti: il corpo di Alexander è marchiato dalla guerra con cicatrici e tatuaggi di ogni genere, nasconde le ferite agli occhi della gente, e anche la sua stessa Tania ha paura di affrontare quel corpo, ogni ciactrice è un dolore, una sofferenza che Shura si porta dietro.
La guerra è impressa sul corpo Alexander, e se anche volesse dimenticarla non ci riesce, cerca disperatamente come un tempo la salvezza nella sua Tania, ma neanche fare l'amore cone lei è più la stessa cosa.
Questa incapacità di comunicazione tra i due protagonisti logora il loro rapporto e i loro cuori.
Da New York Tania, Shura e Anthony decidono di acquistare un camper per girare l'America, alla ricerca quasi di una casa e di un po' di pace per le loro anime, forse sono ancora alla ricerca della loro privacy.
Li vediamo in varie città, fanno nuove amicizie, nuove esperienze, diversi lavori.

Piano piano l'America li guarisce, lentamente sembrano ritrovarsi.
Alti e bassi. Parole e silenzi.
Ma la paura del passato è sempre presente: Tania nasconde ad Alexander che Sam Gullotta lo sta cercando per un normale controllo sul passato in Russia.
Così facendo il comportamento dei nostri protagonisti viene frainteso, sembrano dei fuggiaschi che scappano continuamente da qualcosa, dalla paura del passato.
Per un momento si teme che Shura possa davvero far rientro in Russia, ma tutto si risolve per il meglio.
Per un breve istante rivediamo l'Alexander che conosciamo che spiega il suo passato nell'Armata Rossa: fiero e combattivo come sempre.

Alla fine si stabilizzano in Arizona, proprio sul terreno che Tania aveva comprato con i soldi di Shura quando lui era nei campi di prigionia in Russia, si costruiscono una casa prefabricata, piano piano arrivano anche le macchine e la piscina.
Apparentemente vivono una vita normale.
Lavorano.
Tania fa l'infermiera. Salva le vite, come ha sempre fatto da quando è nata.
Shura lavora come muratore, carpentiere, e poi si iscrive all'univerrsità e diventa architetto. Avrà anche un lavoro in caserma ma principalmente Lavora per costruire. Costruire...dopo tanta distruzione è quasi una ricompensa.
I momenti felici, nonstante tutto, sono pochi:

Ballarono la canzone del loro matrimonio, questa volta incapaci di nascondere la loro intimità agli occhi indagatori, colmi di curiosità oziosa; le mani intrecciate,i corpi premuti l'uno contro l'altro danzarono sulle rive del Kama nella radura di Lazarevo, sotto la luna cremisi, un ufficiale dell'Armata Rossa, una contadina con l'abito da sposa (l'abito bianco con le rose rosse), e quando Tatiana alzò gli occhi su di lui, Alexander la stava guardando con un'espressione che significava: salirò sull'autobus per te in qualsiasi momento. lei stentava a crederci: Alexander piegò la testa e la baciò, apertamente e profondamente, mentre continuavano a piroettare al matrimonio di qualcun altro.

Il desiderio è di avere un altro bambino. 
 Ma a causa del trauma della guerra Tania solo dopo 15 anni rimarrà incinta.

Il rapporto tra Shura e Tania però non è dei migliori, sembra sempre in sospeso, come se mancasse qualcosa.
Alexander è geloso, vorrebbe che Tania rimanesse a casa per lui, ad aspettarlo, vorrebbe che non lo lasciasse ogni venerdì sera per andare a lavorare.
Si sente solo, e invece vede che Tania nonostante tutto riesce a lavorare, a sorridere ai malati, a sorridere a un altro uomo: un semplice dottore che però fa scatenere in shura la paura di perdere la sua Tania.
Paura di perdere Tania, la sua vita, la sua speranza, la sua forza.

Alexander tradisce Tania.
Rabbia.
Programma l'uscita con un'altra donna. Carmen.
Angoscia.
Tania lo scopre. Tatiana scopre che il suo amato Shura...Shura ha un'altra donna.
Paura.
Tania lascia la loro casa per qualche giorno, e quando torna scoppia una lite con Shura.
Una lite.
Shura la picchia.
Incredulità.
Tania lo perdona e lo salva. Lo salva di nuovo dalla disperazione.
E' di nuovo incinta, un miracolo nella tragedia li unisce di nuovo.
Da questo momento in poi li ritroviamo amanti, innamorati, felici.
Una casa nuova, una vita nuova. Dopo tanto tempo ritrovano la via che li riunisce.
Gli anni scorrono, Anthony cresce, scoppià la guerra in Vietnam. Anthony parte come volonatario. Viene dato disperso. Non è morto, è stato rapito. Vengono alla luce delle verità nascoste su Anthony, sulla sua stroia d'amore con Vikky, e poi Alexander a 50 anni decide di andare a cercarlo. Padre e figlio insieme combatteranno per salvarsi, nonostante tutto sono feriti.
Tania, madre, moglie è al capezzale dei suoi due uomini.
Shura non può morire.

"Non posso vivere l'altra metà della mia esistenza su questa terra senza la mia anima. Per favore Shura non lasciarmi"
"Amore, come posso morire se hai versato in me il tuo sangue immortale"

Siamo alla fine, in Arizona, al caldo, il gelo della Russia è solo un vago ricordo.
E' il giorno del Ringraziamento, e sono tutti a casa di Tatia e Shura: i loro innumerevoli figli, i nipoti.
Una delle nipoti insiste con Tania per vedere le foto del loro matrimonio, e Anthony le trova nell'armadio dove Tatia ha tenuto tutti i suoi ricordi.
Ricordi.
Tutto finisce come è iniziato:
Su una panchina e Alexander che attraversa la strada per andare dalla sua Tania.


"Abbiamo trascorso tutti i nostri giorni temendo che fosse troppo bello per essere vero, Tatiana. Abbiamo sempre temuto di avere solo cinque minuti"
e poi aggiunge "Ma che cinque minuti sono stati".

Questi sono Tania e Shura.
Il loro amore.
La loro storia.
Hanno superato la guerra, la fame, la morte, e anche la stessa vita.


"Quando la vide, vide qualcosa di nuovo. Lo vide perché voleva vederlo, perché voleva cambiare la propria vita. Era sceso dal marcipiede ed era uscito dalla trappola. Attraversa la strada. Seguila. E darà un senso alla tua esistenza, ti salverà."

E così è stato.

lunedì 30 giugno 2008

Crème Brulée

Ripercorriamo l'incontro di TANIA E SHURA raccontato nel primo libro per capire
l'origine del mio nome:


"La fermata dell'autobus era sul marciapiede opposto, dalla parte del parco Tauride.
Di solito prendeva il 136 per andare a casa della sua cugina Marina,
dall'altra parte della città. Quel giorno sarebbe salita sul 22 per scendere ai magazzini Eliseev. Doveva sbrigarsi. Dalle parole di quelle donne si poteva intuire che presto sarebbe finito anche il caviale.
Proprio davanti a lei c'era un chiosco di gelati. Gelati! Improvvisamente quel giorno le apparve carico di promesse.
Al chiosco vide un uomo che leggeva il giornale seduto su un minuscolo sgabello.
Un ombrellino lo riparava dal sole.
Affrettò il passo.
Sentì il rumore dell'autobus dietro di sè. Si voltò: era il suo. Se correva lo avrebbe preso. Scese dal marciapiede, ma prima di attraversare lanciò uno sguardo verso il chiosco di gelati, poi verso l'autobus. Infine guardò di nuovo il chiosco e si fermò.
Aveva proprio voglia di un bel gelato!

Lasciò passare il 22. Pazienza, il prossimo sarebbe arrivato presto, e nell'attesa si sarebbe goduta il gelato sulla panchina davanti alla fermata. Si avvicinò all'uomo del chiosco e chiese con impazienza: "Vende gelati?"
"C'è scritto gelati no? E io sono seduto qui, giusto? Che cosa vuoi?"
Appena alzò gli occhi dal giornale, la sua espressione severa si adolcì. "Che cosa ti do cara?"
"Ha per caso..." Lei tremava leggermente. "Ha per caso della créme brulée?"
"Si." Aprì lo sportello del congelatore. "Cono o coppetta?"
"Cono, grazie", rispose Tatiana, con un salto di gioia.
Lo pagò volentieri: gli avrebbe dato anche il doppio. Pregustando il piacere, attraversò la strada di corsa sui tacchi alti e si sedette sulla panchina. Avrebbe mangiato all'ombra degli alberi, in attesa che l'autobus la portasse a comprare il caviale, perché era scoppiata la guerra.
Non c'era nessuno alla fermata: era proprio il momento adatto per g
odersi il pace quella delizia. Tolse l'involucro bianco e lo gettò in un cestino accanto alla panchina.
Annusò il gelato e assaggiò il caramello dolce, freddo, cremoso.
Chiuse gli occhi, sorrise e assaporò la crema lasciandola sciogliere in bocca.
Troppo buono, davvero buono.
Il vento le scompigliò i capelli. Li fermò con la mano mentre con la lingua descriveva dei cerchi intorno ala liscia palla di gelato. Accavallava e separava le gambe, dondolando il capo all'indietro. lasciò che il gelato le si sciogliesse in gola mentre canticchiava la canzone che, in quel periodo, era sulla bocca di tutti: "Un giorno ci incontreremo a Lvov, io e il mio amore".
Era un giorno perfetto.
Per cinque minuti non ci fu nessuna guerra, in quella magnifica domenica di giugno a Leningrado.

Alzando gli occhi dal gelato, vide un soldato che la fissava dall'altro lat
o della strada. Non era una presenza insolita a Leningrado, dove era di stanza una guarnigione. La città era piena di soldati. Vederli per strada era come vedere anziane signore con le borse della spesa, o gente che faceva la fila, o birrerie. Normalmente Tatiana si sarebbe limitata a dargli una rapida occhiata, ma quel soldato la fissava con un'espressione che non aveva mai visto prima.
Smise per un attimo di mangiare il gelato.

Il suo lato della strada era già immerso nell'ombra, mentre quello dove si trovava lui galleggiava nella luce del pomeriggio. Lei lo fissò e nell'attimo in cui guardò il suo viso, sentì qualcosa muoversi dentro di lei; muoversi, le sarebbe piaciuto dire, impercettibilmente, ma non era vero. Era come se il cuore pompasse sangue il doppio del normale, inondando tutto il corpo.
Battè le palpebre e il respiro si accelerò. L'immagine del soldato si sciolse sul marciapiede sotto il sole giallo pallido.
L'autobus arrivò e le coprì la visuale. Si alzò, ma non aveva intenzione di prenderlo, bensì di attraversare di corsa la strada, per non perdere di vista il soldato. Le porte si aprirono e il conducente le rivolse uno sguardo impaziente. Tatiana, composta e tranquilla, per poco gli gridò di andarsene.
"Sale, signorina? non posso aspettare tutto il giorno."
Salire? "No, no, non salgo."
"Allora cosa diavolo ci fa alla fermata?" Le porte si chiusero.
Tatiana indietreggiò verso la panchina e vide il soldato aggirare l'autobus di corsa.
Si fermarono entrambi.
Le porte si aprirono di nuovo. "Prende l'autobus?"
Il soldato guardò prima Tatiana poi il condicente.
"Per Lenin e Stalin!" gridò l'autista, chiudendo le porte per la seconda volta.
Tatina rimase in piedi davanti alla panchina. Indietreggiò, inciampò e cadde a sedere.
Con disinvoltura il soldato alzò le spalle e si guardò intorno.
"Pensavo proprio che fosse il mio autobus."
"Si anch'io", mormorò Tatiana.
"Il gelato si sta sciogliendo", le fece notare lui sollecito.
Ed infatti stava colando lungo il cono per gocciare poi sul vestito. "Oh, no!"
"Andrà via."
Tatiana cercò di porvi rimedio, ma la macchia si allargò.
"Fantastico", borbottò. Si accorse che la mano le tremava mentre puliva il vestito.
"E' da molto che aspetti?" Chiese il soldato. La sua voce, grave e profonda, aveva un che di...non riusciva a dire cosa. Non è di queste parti, pensò, con gli occhi bassi.
"Non troppo" rispose a voce bassa. Alzò gli occhi per guardarlo in faccia, era molto alto.
Indossava l'uniforme, e sul berretto c'era una stella rossa smaltata, proprio sulla fronte. Rimase colpita dalle mostrine, di cui però ignorava il significato. Era un soldato semplice? Aveva il fucile. i soldati semplici Avevano il fucile? Sul cuore portava una medaglia d'argento contornata d'oro.
Sotto il berretto color terra i capelli erano scuri.
Gli occhi timidi di Tatiana incontrarono i suoi color caramello, di una sfumatura più scura del gelato che stava mangiando.
Erano gli occhi di un soldato? Gli occhi di un uomo? La guardavano calmi e sorridenti.
Rimasero a guardarsi per un attimo, ma un attimo di troppo che parve un'eternità. Di solito gli estranei non si guardano mai per più di un breve istante. Tatiana ebbe come l'impressione di aprire bocca e pronunciare il suo nome.
Si voltò di scatto, eccitata, smarrita.

"Il gelato continua a sciogliersi", ripetè lui premuroso.
"Oh, questo gelato. Ne ho abbastanza", sbuffò Tatiana rossa in viso. Si alzò e con un gesto enfatico lo gettò nel cestino.

Il mio nome prende spunto da questa scena! Il gelato alla Crème Brulée è stato fondamentale per l'incontro di Tatiana con Alexander, se lei avesse deciso di non prenderlo, se avesse preso l'autobus? Non ci voglio neanche pensare a come sarebbe potuta andare, il loro incontro così com'è avvenuto è bellissimo, e ora che lo rileggo è proprio la sintesi di tutto il romanz
o:

Tatiana è ancora una bambina, quasi non si rende conto di essere cresciuta, si abbandona così ad un gelato come se fosse la cosa più naturale del mondo. Mente è scoppiata la guerra, lei si ritaglia un piccolo momento per se stessa, si fa sciogliere il gelato in bocca come i bambini...come se finora non avesse mai conosciuto nulla di più piacevole, di più dolce ed intenso.
E poi in pochi istanti si riscopre una giovane donna.
Lo sguardo di un soldato su di lei.
Lo sguardo di Alexander su di lei...e quello che prima era importante non l'ho è più.
Il vuoto, il cuore, l'amore...e il gelato? completamente dimenticato...sciolto...e finito in un cestino.
Ora c'è il suo Shura.
Il suo Shura così misterioso, lo capisce subito Tatiana, capisce che ha un accento strano, che ha uno sguardo intenso che quasi si svela a Tatiana.

Mi sembrava normale scegliere questo nome perché così mi ricorderò sempre del loro primo incontro...molte volte quando consiglio questo libro e mi mancano le parole per descrivere l'intensità, l'amore, la passione e la sofferenza che è raccontata in queste pagine, pa
rto proprio raccontando l'aneddoto del gelato...

...in effetti poi adoro anche questo dolce!!
Vi lascio la ricettina al volo:

CRÈME BRULÉE Ingredienti per 4 persone:
  • 500 ml. di panna liquida
  • 4 tuorli d'uovo
  • 80 g. di zucchero in polvere
  • Un baccello di vaniglia
  • 80 g. di zucchero di canna
  • Un limone
Versare la panna liquida in un tegame antiaderente (prima di utilizzarlo, bagnarne l'interno con dell'acqua fredda, quindi capovolgerlo per eliminarne l'eccesso e lasciarlo bagnato: in tal modo, la panna non si attacca).

Aggiungervi il baccello di vaniglia precedentemente inciso per il senso della lunghezza con un coltellino affilato, la scorza gialla del limone (evitando la parte bianca che e' amara) e scaldare il tutto su fuoco dolcissimo per circa cinque minuti.

Mentre la panna riposa, in una ciotola a parte montare i tuorli d'uovo con lo zucchero fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo ed unirvi quindi la panna privata degli aromi, un mestolo alla volta, mescolando.

Distribuire la crema ottenuta in quattro "cocottine" da forno e sistemarle all'interno di una teglia in cui si dovra' versare dell'acqua calda fino a raggiungere per meta' l'altezza delle "cocottine".

Cuocere a bagnomaria in forno preriscaldato a 90-95° (la temperatura cosi' bassa evitera' la formazione di buchi sulla crema) per almeno un'ora (se durante la cottura l'acqua dovesse evaporare, aggiungerne dell'altra); verificare la cottura infilando uno stecchino nelle "cocottine" (deve uscire asciutto) e, dopo averle fatte raffreddare a temperatura ambiente, trasferire la crema in frigorifero per almeno tre ore (si dovra' addensare).

Prima di servire, distribuire sulla superficie di ogni "cocottina" uno strato di circa due millimetri di zucchero di canna e caramellarlo con l'apposito cannello a gas, cosi' da ottenere un velo croccante.
Ti piace il mio blog?

SONDAGGI SONDAGGI SONDAGGI SONDAGGI

consiglio fantasy: ROBERT JORDAN

"La Ruota del tempo gira e le Epoche si susseguono, lasciando ricordi che divengono leggenda;
la leggenda sbiadisce nel mito, ma anche il mito è ormai dimenticato, quando ritorna l'Epoca che lo vide nascere.
In un'Epoca chiamata da alcuni Epoca Terza, un'Epoca ancora a venire, un'Epoca da gran tempo trascorsa, il vento si alzò fra le colline.
Il vento non era l'inizio
Non c'è inizio né fine, al girare della Ruota del Tempo.Ma fu comunque un inizio."
La Ruota del Tempo - L'Occhio del mondo