Mia madre ha sempre cercato il paradiso in ogni luogo in cui visse.
E non era facile trovarlo in Unione Sovietica.
Non era tanto facile trovarlo da nessuna parte.
Era nata dall'altra parte del mondo a Khabarovsk, vicino al confine con la Corea del Nord e in qualche modo percorse la sua strada di cinquemila miglia fino a Leningrado e nel cuore di mio padre.

Undici anni più tardi, quando eravamo a
Roma in attesa di entrare negli Stati Uniti, e i
miei genitori uscivano ogni sera soli a passeggiare nella Città Eterna, chiesi a mio padre perché lo facevano ed egli rispose:
"Paullina, perché qui a Roma è la luna di miele che non abbiamo mai avuto".
Molti anni dopo, si trasferì alle Hawaii per cercare gloria anche lì.
Per mia madre non c'era via di mezzo, nessuna terra dove riposarsi, così vulnerabile, così ricca di sentimenti. Voleva che tutti i fiori fossero sempre sbocciati.
Quando mia sorella e io siamo andati in Carolina del Nord per portare nostra madre a New York per stare tra i suoi familiari e amici, siamo giunte in una casa che era riempita fino all'orlo di tutte le cose che amava. Mio padre era lì. Ora noi eravamo lì.
Ogni lettera che qualcuno le avesse scritto, ogni cartolina che le fosse stata inviata era lì.
Ogni foto scattata alla sua famiglia era in bella mostra nella sua casa, incorniciata in una cornice splendida, spolverata, lucidata, brillante, riposta in modo preciso.
Nella sua ricerca di avvenenza, di giovinezza, di bellezza, il suo bancone dei cosmetici faceva sfigurare il reparto cosmetici di Bloomingdales. Lei amava apparire bella, perché lei era bella... con anelli su tutte le dita e fibbie nei capelli.
Tutto quello che mia sorella e io sappiamo sull'essere donne, sull'essere madri, lo abbiamo imparato da nostra madre. Quando era felice illuminava la stanza, quando cantava era come se gli angeli cantassero.
Tutto quello che mia sorella e io sappiamo sull'essere cristiani, lo imparammo da una donna che amava e temeva Dio. Nella sua casa aveva le icone su ogni muro e sotto le candele e una Bibbia alla destra di ogni posto dove sedeva.
Per 33 anni della sua vita in Russia portò Cristo nel suo cuore devoto, fino a quando poté liberamente pregarlo ed amarlo in America. Ha insegnato a me e a mia sorella a prendere le difese di Cristo, e come protestavamo a gran voce quando eravamo più giovani così ora stiamo a schiena dritta quando ci facciamo il segno della Croce come nostra madre ci ha insegnato, quando preghiamo nel modo che lei ci ha insegnato.
Dal Nuovo testamento di mia madre, lacerato e sopravvissuto alle intemperie, stampato ventuno anni prima che lei nascesse e che ho in mano proprio adesso, leggo le parole che lei sottolineò due volte, quindi non posso perderle, come se ancora lei stesse parlando con me delle cose che contano più.
In esso, sono segnate le parole del
ladrone che sulla Croce che ci diede la vita si rivolge al Signore e dice:
помяни меня, Господи, когда приидешь в Царствие Твое!
Ricordati di me quando entrerai nel tuo Regno.
E Gesù al ladrone timorato e pieno di fede risponde:
истинно говорю тебе, ныне же будешь со Мною в раю
In verità ti dico, oggi sarai con me in paradiso.